Aprire la partita iva come social media manager

Aprire la partita iva come social media manager

Aprire la partita iva come social media manager

Il social media manager è senza dubbio una delle figure professionali più richieste del momento. Il trend attuale è quello di digitalizzazione delle imprese e da qui a 10 anni si prevede che oltre l’80% dei servizi sarà completamente digitalizzato.

Scrutando il mercato del lavoro e le richieste, il social media manager è sicuramente tra i primi in classifica. Non a caso sono nati da alcuni anni dei percorsi di studio completamente dedicati a ciò, al fine di formare i giovanissimi a questa professione del futuro.

Il social media manager è inoltre una di quelle professioni “smart” che permettono di svolgere il proprio lavoro sia da casa come in ufficio: per assurdo potresti fare il social media manager con un tablet e un portatile sulla terrazza di un B&B al mare. Basta una connessione internet!

Lavorare come social media manager: dipendente o partita iva?

La professione del social media manager è molto versatile e nel corso della carriera potreste ricevere molte proposte. E’ infatti possibile lavorare come dipendente con regolare assunzione (stagista, tirocinante o impiegato), il che determina il lavorare per un unico committente con stipendio fisso.

L’alternativa è svolgerlo da “freelance”, ossia aprendo una posizione individuale con la propria partita iva. Attenzione: il lavorare come dipendente non preclude la possibilità di lavorare anche come autonomo, magari con dei propri clienti. Occhi però all’orologio: bisogna anche vivere.

Social media manager e prestazione occasionale, quando è possibile?

Giustamente ti starai chiedendo: ma se non ho lavoro, come posso aprire subito la partita iva? Niente di più logico. Esiste uno strumento, ossia la prestazione occasionale che permette di iniziare a lavorare autonomamente senza aprire la partita iva. Attenzione però: come dice la parola stessa, la prestazione deve essere occasionale ossia non può superare un determinato periodo di tempo e di frequenza.

Ad esempio: se devi svolgere un progetto singolo di collocamento di un sito su Instagram e questo lavoro lo fai una volta nell’arco di un anno, lo puoi tranquillamente svolgere come prestazione occasionale. Diversamente se questo lavoro lo svolgi anche per altri committenti parallelamente, può iniziare ad essere un problema, in quanto la prestazione svolta diventa frequente e organizzata.

Altro esempio: svolgi una sola prestazione per un unico committente e ci metti 20 giorni a terminare il lavoro. In questo caso puoi fare la ricevuta per prestazione occasionale. Diversamente se ci metti 32 giorni: in questo caso la prestazione ha una durata maggiore a quello che permette la legge.

Nel caso in cui superi uno di questi due limiti devi aprire la partita iva, in quanto la o le prestazioni svolte diventano di carattere duraturo e continuativo nel tempo, perdendo dunque la caratteristica si occasionalità.

Partita iva social media manager, come fare?

Il social media manager rientra nel ramo del lavoro autonomo, il che presuppone meno adempimenti e burocrazia per attivare la partita iva. E’ infatti necessario eseguire due passaggi:

  • Compilare e inviare il modello AA9/12 all’agenzia delle entrate per richiedere il numero della partita iva. Il modello è inviabile anche telematicamente.
  • Effettuare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS attraverso il sito. E’ possibile iscriversi anche attraverso il proprio SPID.

Effettuati questi due passaggi è possibile iniziare la propria avventura da freelance nel mondo del marketing.

Social media manager, quale codice ATECO usare?

In fase di apertura della partita iva, un dato importante da inserire è quello riguardante il codice ATECO, il quale classifica la vostra attività economica e vi “targetizza” in nel settore di vostro interesse. Essendo una professione molto giovane non troverete sul sito dell’ISTAT una voce come “social media manager”, ma professioni molto simili.

Un nostro studio ha rilevato che i codici ATECO che si sposano meglio alla causa sono il numero 73.11.01 e 73.11.02, che stanno per “realizzazione e cura di campagne di marketing”.

Il social media manager effettivamente studia e idea strategicamente le campagne marketing per un azienda, attraverso le funzioni dei social. A tal proposito i codici ATECO indicati sono ideali per tale attività.

Quante tasse paga il social media manager?

Il social media manager, essendo una professione di lavoro autonomo, paga tasse e contributi in forma percentuale rispetto al reddito . Tuttavia ci sono diversi regimi adottabili al fine di pagare le imposte in maniera equa.

Per chi è agli albori, quello che suggeriamo come Studio è l’applicazione del c.d. REGIME FORFETTARIO, il quale permette di pagare il 5% di tasse per chi ha un fatturato inferiore ai 65.000 €. Le tasse nel regime forfettario, vengono calcolate su un coefficiente minimo di reddito percentuale calcolato sul fatturato. La percentuale di calcolo varia in base al codice ATECO. Nel caso del social media manager il reddito corrisponde al 78% del fatturato.

Esempio: un social media manager fattura nel corso dell’anno 10.000 €. Lo stesso pagherà le tasse sul 78% di 10.000 €, ossia 7.800 €. Facile. Su questa base imponibile dovremmo calcolare il 5% di tasse e i contributi che sono del 25,73% ridotti al 21% se si ah già un lavoro come dipendente parallelamente.

Inoltre nel regime forfettario non va applicata IVA e per il 2022 è possibile non emettere fatturazione elettronica se si ha un fatturato inferiore ai 25.000 € al 31/12/2021 (detto limite non si applica per chi apre la partita iva nel 2022).

PRO e CONTRO del regime forfettario

Il regime forfettario è vantaggioso, ma analizziamo insieme i limiti e i pro e contro.

  • limite ricavi e compensi → 65.000 euro
  • limite redditi da lavoro dipendente parallelo alla partita iva → 30.000 euro
  • limite di spesa per compensi dipendenti/collaboratori → 20.000 euro

Attenzione: tutti questi limiti vanno rapportati ai giorni reali di apertura. In poche parole, se la partita iva viene aperta a metà anno, tutti questi limiti sono dimezzati e così via.

PROCONTRO
TASSE PIÙ BASSELIMITE DEL FATTURATO
CONTRIBUTI PIÙ BASSINO PIÙ DI UN DIPENDENTE MASSIMO
FACILITÀ DI GESTIONE NON DEDUZIONE DEI COSTI

Quali costi affrontare per aprire la partita iva come social media manager

Essendo un attività di lavoro autonomo e potendola svolgere veramente ovunque, per iniziare i costi sono irrisori. Vediamo una simulazione di quelle che possono essere le spese per iniziare:

  • Apertura della partita iva e iscrizione alla gestione separata – costo del commercialista -: 100,00 €
  • Acquisto di un pc portatile: 700,00 €
  • Acquisto di un tablet: 400,00 €
  • Acquisto di uno smartphone: 400,00 €
  • Realizzazione di un sito: 500,00 € – approfondisci i nostri servizi –

Hai bisogno di maggiori info, scrivici!

BLOG FORM
Nome e cognome
Nome e cognome
Nome
Cognome

Aprire la partita iva come social media manager
Scroll to top