Aprire la partita iva come musicista

Aprire la partita iva come musicista

Aprire la partita iva come musicista

Se la tua passione è la musica e il tuo sogno è trasformare in lavoro quello che ti piace fare, sei nel posto giusto. In questo articolo voglio spiegarti come aprire la partita iva come musicista.

Iniziamo con l’inquadrare la professione del musicista il quale viene assimilato a tutte le professioni artistiche e legate alla creatività. Se dunque sei un artista eda hai dubbi su come comportarti fiscalmente, sei nel posto giusto.

Aprire la partita iva come musicista: quando è necessario?

Se sei un musicista alle prime armi e ti stai chiedendo come muoverti fiscalmente parlando leggi attentamente questo articolo. Il musicista come molte altre professioni può essere svolto inizialmente come “lavoro occasionale”.

Perché un lavoro sia considerato occasionale deve rispettare due caratteristiche principali, secondo le fonti normative vigenti:

  • L’assenza di continuità e abitualità della prestazione svolta in un determinato lasso di tempo;
  • La mancanza di coordinamento diretto da parte del committente.

Se non si rispettano questi crismi, viene meno l’occasionalità per fare posto ad un rapporto economico continuativo verso una determinata arte o professione. Appurato ciò chi svolge la professione dovrà essere assunto dal committente o aprire una posizione autonoma mediante Partita Iva.

Quindi ad esempio se sei un musicista che vieni spesso chiamato per svolgere dei concerti, o sei un dj che partecipa abitaulmente a degli eventi dovrai aprire perentoriamente la partita iva.

Musicista e artista di strada, come comportarsi fiscalmente

Se ti è capitato di giarre un po’ per le grandi città italiane, ti sarà capitato di vedere artisti di strada esibirsi a titolo gratuito e non. A volte è lo stesso comune ad ingaggiare musicisti di strada per allietare i visitatori e i turisti. Ma come ci si deve comportare fiscalmente?

Se fai l’artista o il !usicista di strada sappi che se percepisci dei compensi in maniera abituale ed è il tuo lavoro principale, dovrai aprire la partita iva. Infatti vale lo stesso discorso fatto poc’anzi circa la prestazione occasionale.

Per capire come effettuare i documenti fiscali dobbiamo capire come comportarsi a seconda delle casistiche. Come comportarsi dipende tutto da chi è il committente.

Musicista di strada e committente privato

Se sei un musicista o un artista di strada e sei ingaggiato da un bar ad esempio, per suonare davanti al proprio locale bisognerà anzitutto chiedere le dovute autorizzazioni al comune e rispettare tutte le norme circa l’impatto acustico.

A fronte del pagamento da parte del locale, sarà necessario emettere una fattura, la quale è obbligatoria dal 2022 in formato elettronico per tutti i contribuenti IVA.

Il pagamento della prestazione potrà avvenire anche a mezzo contante fino a 1000 euro o a mezzo bonifico per importi più elevati.

Musicista di strada e committente pubblico o PA

Se sei un musicista e sei stato contattato da un Comune per esibirti in piazza sarà più semplice, in quanto le autorizzazioni amministrative saranno direttamente richieste dalla Pubblica Amministrazione stessa.

Anche in questo caso dovrà essere emessa fattura elettronica in regime di non applicazione della’IVA in quanto con le PA vige la regola dello split payement.

Musicista di strada e donazioni da passanti

Nel caso in cui sei un musicista e ti esibisci liberamente per le strade, dovrai sicuramente in modo primario chiedere le autorizzazioni per posizionarti in un determinato posto, in modo da non incorrere in sanzioni per violazioni della quiete e della sicurezza pubblica.

Una volta ottenute le dovute autorizzazioni, potrai esibirti. Chi svolge il lavoro in questo modo solitamente riceve delle piccole donazioni. Secondo la normativa vigente, in particolare ai sensi della disciplina IVA – art. 74 quoter del DPR 633/72 – non vi è l’obbligo di annotazione con misuratori fiscali per le prestazioni degli spettacoli viaggianti.

Questo significa che non vi è l’obbligo per l’artista di strada di rilasciare ricevuta né tantomeno di trasmettere i corrispettivi all’agenzia entrate. Il reddito imponibile sarà pertanto autodeterminato.

Come aprire la partita iva come musicista

Aprire la partita iva come musicista è molto semplice. Sarà sufficiente scaricare il modello AA9 dell’agenzia entrate, compilarlo ed inviarlo all’agenzia delle entrate mediante la procedura telematica messa a disposizione.

In poche ore sarà disponibile il numero di partita iva che dovrà essere conservato e custodito con cura.

Codice ATECO musicista

Come tutte le attività economiche, va adottato un codice ATECO specifico per la tipologia di attività da svolgere. Nel caso del musicista, il codice ATECO più adatto è il 90.01.09 (altre rappresentanze artistiche).

Come paga i contributi il musicista

Il musicista con partita iva può pagare i contributi in due modalità. Il primo è quello a mezzo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, con il versamento del 25,72% sul reddito imponibile. Il pagamento deve avvenire a mezzo F24 in fase di redazione della dichiarazione dei redditi. Va compilato infatti il quadro RR nel modello Unico il quale darà il risultato dei contributi da versare. E’ possibile rateizzare i contributi fino a sei rate.

Un’altra modalità di versamento è a mezzo della cassa previdenziale ENPALS. La quota totale di versamento è del 33%, di cui il 23,81% a carico del datore di lavoro (o committente) e il 9,19% a carico del lavoratore. Il versamento dei contributi dovrà essere effettuato, come di consueto, tramite modello di pagamento unificato con modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento.

Il musicista con la partita iva può aderire al regime forfettario?

Senza dubbi, il regime forfettario a livello di semplificazione e di tasse è il migliore. Tuttavia ha un limite di fatturato di 65.000 euro all’anno, da rapportarsi ai mesi di lavoro – questo significa che se apri la partita iva il 1 luglio, il fatturato limite sarà di 32.500 euro su sei mesi di attività -.

Il musicista può aderire al regime fiscale e pagare meno tasse in fase di apertura. Il regime forfettario da la possibilità di avere uno sconto considerevole sulle tasse e sui contributi previdenziali:

  • 5% di tasse per le startup;
  • 15% di tasse nate semplificate e trasformate in forfettarie.

PRO e CONTRO del regime forfettario

PROCONTRO
TASSE PIÙ BASSELIMITE DEL FATTURATO
CONTRIBUTI PIÙ BASSINO PIÙ DI UN DIPENDENTE MASSIMO
FACILITÀ DI GESTIONE NON DEDUZIONE DEI COSTI

Come si calcolano le tasse nel regime forfettario

Le tasse si calcolano su un coefficiente di reddito che sostituisce la base imponibile classica formata da RICAVI – COSTI. Questo significa che non potrai scaricare nulla ma le tasse verranno calcolate su una percentuale % dei ricavi meno i contributi previdenziali versati durante l’ anno.

  • COEFFICIENTE DI REDDITIVITA’ MUSICISTA CON PARTITA IVA: 67%

ESEMPIO: se hai ottenuto ricavi per 20.000 euro, le tasse del 5% (o 15%, a seconda) verranno calcolate su 13.400 euro meno i contributi versati l’anno precedente.

Inoltre nel regime forfettario non viene applicata l’IVA, pertanto non va versata ogni tre mesi. Ne determina anche minori adempimenti quindi un minor costo del commercialista.

Al di fuori del regime forfettario le tasse si applicano sul reddito con uno scaglione minimo IRPEF del 23% a salire. Inoltre non si hanno sconti sui contributi.

Le tasse si pagano nella dichiarazione dei redditi annuale a partire dal 16 giugno di ogni anno. Si possono dividere fino in sei rate mensili. Insieme alle tasse sono dovuti gli acconti da versare entro il 16 giugno per il 40% dell’importo – divisibile sempre in sei rate – e il secondo acconto corrispondente al 60% da versare entro il 30 novembre. Gli acconti vengono poi dedotti l’anno successivo dalle tasse. – MAGGIORI INFO SUL REGIME FORFETTARIO –.

Esempio calcolo imposte youtuber nel regime forfettario

Di seguito un esempio dove simuliamo una rendita progressiva in aumento tra un anno e un altro. Le prospetto simuliamo le tasse i contributi e gli acconti da versare in anticipazione all’anno seguente. Come si può notare il primo anno si pagano più imposte rispetto al secondo anno, nonostante si ha un guadagno minore. Questo per via degli acconti, i quali il primo anno si anticipano per l’anno successivo ma non si riportano dal precedente in quanto la partita iva è aperta nell’anno in corso.

Mario decide di aprire la partita iva come musicista nel 2021 e fattura 15.000 €. A giugno 2022 dovrà pagare le imposte pari al 5% e i contributi in gestione separata del 25,72%, sul 67% del fatturato, detta anche “base imponibile”.

BASE IMPONIBILE DI CALCOLO IMPOSTE E CONTRIBUTI 15.000 x 67% = 10.050 €

IMPOSTE DEL 5% SU 10.050 € = 502,50 €

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI PERCENTUALI DEL 25,72% SU 10.050 = 2.584,86

TOTALE TASSE + I ACCONTO DA VERSARE ENTRO IL 16/06 TOTALE TASSE + 40% = 4.322,30 €

II ACCONTO PARI AL 60% DELLE IMPOSTE DA VERSARE ENTRO IL 30/11 = 1.852,20 €

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