Nuovo regime forfettario 2023 domande e risposte

Nuovo regime forfettario 2023

Nuovo regime forfettario 2023 domande e risposte

La Legge di Bilancio 2023 ha apportato due modifiche sostanziali al Regime Forfettario introdotto dalla Legge 190 del 23/12/2014. La prima modifica ha innalzato a 85.000 euro la soglia dei ricavi necessaria per poter rientrare nel suindicato regime e la seconda ne ha stabilito la fuoriuscita durante l’anno solare in corso nel caso in cui l’ammontare dei ricavi superi i 100.000 euro. Vediamo quali sono le novità del nuovo regime forfettario 2023.

Nuovo regime forfettario 2023 e soglia dei 100 mila euro

Se la prima disposizione della norma ha come effetto quello di aumentare il numero dei soggetti che potranno in futuro usufruire delle norme agevolative prevista dal regime in oggetto, la seconda  pone qualche problema di ordine pratico. Il legislatore ha disposto che il contribuente forfettario che supera nell’anno solare la soglia di 100.000 euro di ricavi ha l’obbligo di applicare l’IVA sulle fatture emesse in data successiva all’avvenuto superamento della suddetta soglia. Facciamo un esempio:

Francesco fa l’elettricista e fattura 85.000 euro al 30 settembre 2023. Fino a tale data Francesco emette fatture come regime forfettario, in esenzione di imposta sul valore aggiunto (IVA). Dal 1° ottobre però tutte le fatture che andrà ad emettere dovrà applicare l’IVA.

Nuovo regime forfettario 2023 e detrazione d’imposta

Questo quadro comporta una serie di problematiche operative e quesiti che si incrociano anche con la normativa riguardante l’obbligo di applicazione della fatturazione elettronica per i soggetti forfettari. Il contribuente  che supera nel corso dell’anno la soglia dei 100.000 euro deve emettere fattura con IVA ed esercitare il diritto alla  detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti di beni e servizi nei limiti e nei termini previsti dall’art. 19 del D.P.R. 633/1972, diritto subordinato alla duplice condizione del possesso della fattura e dell’annotazione della stessa nei registri  previsti dall’art. 25 del suindicato decreto.

Un altro aspetto da tenere in conto, è la rettifica della detrazione dell’IVA, pagata sugli acquisti di cespiti ammortizzabili superiori ai 516,42 euro, di beni immobili e di servizi, al verificarsi del mutamento nel regime delle operazioni attive, rettifica che deve avvenire nell’anno di superamento del tetto dei 100.000 Euro di ricavi. Un esempio potrà far comprendere meglio questo aspetto.

Ad esempio, un contribuente  forfettario acquista nel mese di Marzo 2023 un bene ammortizzabile con IVA non detratta pari ad Euro 1.000 e nel mese di settembre dello stesso anno fuoriesce dal regime avendo superato il limite fissato dalla nuova normativa.

Essendo mutato il regime delle operazioni attive, il soggetto in questione dovrà operare la detrazione ex art. 19 Bis 2 del D.p.r. 633/1972 recuperando, nella dichiarazione IVA relativa all’anno 2023, l’imposta di 1.000 Euro pagata all’atto dell’acquisto del cespite.

Nuovo regime forfettario 2023 e fatturazione elettronica

Come abbiamo accennato la fuoriuscita dal regime forfettario nel corso dell’anno comporta anche un riflesso importante nell’ambito di applicazione della fatturazione elettronica per i contribuenti forfettari.

Come è noto il legislatore ha inteso far rientrare in questo adempimento tutti i soggetti nel regime forfettario che nel 2021 hanno superato i 25.000 euro di compensi e rinviare per tutti gli altri tale obbligo alla data del 1 gennaio 2024 a prescindere dai compensi dichiarati negli anni 2022 e 2023. Ipotizziamo quindi un caso di un contribuente che nel 2021 ha dichiarato compensi per 20.000 euro.

Anche se nel corso dei due anni successivi supera la soglia  dei 25.000 Euro di compensi è comunque escluso dall’obbligo della fatturazione elettronica.

Se però, nel corso del 2023 supera il nuovo tetto dei compensi fissato dal Legislatore è obbligato dal giorno successivo ad adempiere agli obblighi della fatturazione elettronica anticipando  il termine per lui stabilito alla data del  1 gennaio 2024. La  normativa contenuta nella legge Finanziaria impone quindi a tutti contribuenti che gravitano nel regime forfettario ad una attenta verifica dei compensi incassati per evitare gli effetti distorsivi che la norma prevede.

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