Tra le piattaforme di lavoro smart nate negli ultimi anni, Fiverr è una delle più gettonate e conta milioni di utenti in tutto il mondo. Il suo funzionamento è molto semplice, in quanto mette in relazione attraverso dei “GIG” la domanda e l’offerta. Se ad esempio sei in cerca di un programmatore che possa imbastire il tuo sito internet, su Fiverr potrai trovare quello che cerchi. Oppure sei un freelance che vuole mettersi in gioco? Puoi iscriverti a Fiverr e creare il tuo GIG (annuncio) e aspettare che qualcuno ti contatti.
Fiverr, mette a disposizione una piattaforma di ricerca interattiva dove puoi cercare il servizio che ti serve e contattare il venditore attraverso una chat. Una volta concordato il prezzo, dovrai pagare Fiverr attraverso carta di credito o PayPal. Una volta acquistato il servizio riceverai la richiesta di specifiche dal venditore il quale ti darà un termine di consegna del lavoro.
Fiverr da tutto ciò trattiene una commissione che viene direttamente pagata dall’acquirente al momento della consegna. Fiverr emetterà una fattura in dollari all’acquirente, la quale arriverà via mail.
Attenzione: Fiverr è un’azienda che ha base in Israele, pertanto se sei un’azienda che acquista un servizio, a partire dal 1° luglio 2022 deve essere emessa autofattura per acquisto e servizi extra UE e deve essere emessa digitalmente. Vale a dire che deve essere stilata l’autofatturazione in formato elettronico XML.
Per proporre e vendere i propri servizi su Fiverr bisogna avere una posizione fiscale ben delineata ovvero se il lavoro prende piede va senza dubbio aperta la partita iva. Più precisamente, Fiverr non richiede specificatamente una partita iva, ma il problema si pone per il venditore innanzi l’erario.
Inizialmente, tuttavia è possibile iniziare senza partita iva, avvalendosi della c.d. prestazione occasionale, ma come suggerisce la parola stessa deve essere “occasionale”. Infatti per rispettare tali termini il lavoro svolto deve avere le seguenti caratteristiche:
Come si evince le soglie sono molto stingenti, soprattutto nell’ottica che molti lavori su Fiverr vengono commissionati in serie. Nel caso in cui si superi anche sono una di queste soglie è necessario aprire la partita iva.
Aprire la partita iva è il passo più semplice, in quanto è sufficiente compilare il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate ed inoltrarlo telematicamente. Prima di ciò però bisogna individuare quale servizio offrire ed in base a quello va scelto il codice ATECO più adatto.
Una volta scelto il codice ATECO puoi aprire la partita iva secondo la tipologia di attività. Se vuoi qualche suggerimento visita la nostra pagina dedicata all’apertura della partita iva.
Una volta ottenuta la partita iva bisogna scegliere quale regime fiscale adottare. Senza dubbio, per iniziare, suggeriamo il Regime Forfettario, il quale permette di fatturare fino a 65.000 € all’anno e di pagare il 5% di tasse sul coefficiente di redditività fisso a seconda del codice ATECO.
Esempio: sei un freelance su Fiverr che fattura nel corso dell’anno 10.000 €. Pagherai le tasse sul 78% di 10.000 €, ossia 7.800 €. Facile. Su questa base imponibile dovremmo calcolare il 5% di tasse e i contributi che sono del 25,73% ridotti al 21% se si ah già un lavoro come dipendente parallelamente.
Inoltre nel regime forfettario non va applicata IVA e per il 2022 è possibile non emettere fatturazione elettronica se si ha un fatturato inferiore ai 25.000 € al 31/12/2021 (detto limite non si applica per chi apre la partita iva nel 2022).
Il regime forfettario è vantaggioso, ma analizziamo insieme i limiti e i pro e contro.
Attenzione: tutti questi limiti vanno rapportati ai giorni reali di apertura. In poche parole, se la partita iva viene aperta a metà anno, tutti questi limiti sono dimezzati e così via.
| PRO | CONTRO |
| TASSE PIÙ BASSE | LIMITE DEL FATTURATO |
| CONTRIBUTI PIÙ BASSI | NO PIÙ DI UN DIPENDENTE MASSIMO |
| FACILITÀ DI GESTIONE | NON DEDUZIONE DEI COSTI |
Fiverr non richiede che gli importi guadagnati gli siano fatturati, tuttavia per essere in regola con le normative fiscali le stesse vanno fatturate e dichiarate annualmente attraverso il Modello Unico.
Essendo l’azienda con base in Israele le prestazioni andranno annotate in fattura ai sensi dell’7-ter del D.P.R. 633/1972 – prestazioni di servizi c.d. generiche, rese ad un cliente soggetto passivo UE (o extra-UE) -, con applicazione dell’imposta di bollo da 2 euro se la fattura supera i 77,47 euro. Se si è un soggetto passivo di obbligo di fatturazione elettronica, la stessa andrà anche spedita attraverso lo SDI con codice univo “sette zeri” o “sette X” (0000000 – o – XXXXXXX).
Essendo un attività di lavoro autonomo e potendola svolgere veramente ovunque, per iniziare i costi sono irrisori. Vediamo una simulazione di quelle che possono essere le spese per iniziare:
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