Aprire la partita iva come elettricista
Sei un elettricista e hai deciso di metterti in proprio? Abbiamo la soluzione per te. In questo periodo la manodopera nei cantieri è molto richiesta, vista la presenta di numerosi bonus messi a disposizione da parte dello Stato.
La maggiore domanda di prestazione d’opera, richiede maggiore manovalanza nei cantieri. Se sei un tecnico elettricista e impiantista e vuoi mantenere la tua autonomia imprenditoriale, aprire la partita iva va al caso tuo.
I passaggi per aprire la partita Iva come elettricista
Aprire la partita iva come elettricista richiede alcuni passaggi fondamentali che cercherò di spiegarti in questo breve articolo.
Iscrizione della partita iva
Il primo passaggio da fare è l’iscrizione della partita iva. È possibile farlo attraverso la procedura telematica messa a disposizione dall’agenzia delle entrate. Il modello da compilare si chiama AA9/12.
Una volta compilato ,va spedito tramite Entratel, oppure portato di persona all’ ufficio IVA di competenza. Il numero di partita iva viene rilasciato entro poche ore, tramite la procedura telematica o subito se lasciato di persona. L’iscrizione della partita iva è una procedura GRATUITA.
Iscrizione della PEC
Il secondo passaggio fondamentale è quello dell’iscrizione della PEC, ormai divenuta obbligatoria per tutte le imprese individuali e società. La PEC è iscrivibile tramite numerosi servizi presenti sul mercato come ARUBA PEC o LEGALMAIL. La PEC sarà disponibile nel giro di poche ore è sarà registrata in un registro nazionale contenuto su INI-PEC.
Il costo di iscrizione di una PEC si aggira tra i 6,00 euro e i 25,00 euro, a seconda della tipologia e lo spazio in Gigabyte offerti.
Codice ATECO per l’elettricista, quale scegliere
Prima di iniziare la pratica di iscrizione a tutti gli effetti è necessario scegliere il codice ATECO più adatto. Il codice ATECO corrisponde alla tipologia di attività svolta e varia per ogni sotto categoria di attività. Il codice ATECO più adatto per l’elettricista è il 43.21.09.
Iscrizione al registro imprese
L’elettricista, è un attività artigiana ed è propedeutico iscriversi presso il Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. L’ iscrizione deve essere effettuata telematicamente mediante starweb.
Per effettuarla in autonomia è necessario avere un dispositivo di firma digitale: la c.d. CNS. In alternativa si può incaricare un professionista abilitato per svolgere la pratica.
Il costo di iscrizione è di euro 35,50 (diritti e bolli) più 2,00 euro di commissione per la fatica trattenuti da starweb. Il pagamento è effettuabile tramite carta di credito o I-conto
Nel giro di pochi giorni sarà disponibile il risultato di iscrizione, il quale arriverà tramite PEC e la Visura Camerale.
Iscrizione all’INPS e all’ INAIL
Una volta iscritti alla Camera di Commercio, è necessario iscriversi alla cassa previdenziale INPS e all’assicurazione professionale INAIL. L’iscrizione all’INPS può essere effettuata contestuale a quella in Camera di Commercio attraverso l’apposito flag.
L’iscrizione all’INAIL è effettivamente mediante l’apposito applicativo web sul sito,nella sezione “denunce”, oppure mediante il software offline messo a disposizione dalla CCIAA e allegato alla pratica di inizio attività in starweb o Fedra Plus.
I requisiti per aprire la partita iva come elettricista
Per svolgere la professione da elettricista bisogna aver maturato una serie di requisiti professionali contenuti nel D.M. 37/2008. I requisiti professionali sono i seguenti:
- diploma di laurea in materia tecnica specifica.
- diploma o qualifica di scuola secondaria superiore con specializzazione relativa al settore di attività, seguito da due anni continuativi di inserimento in un’impresa del settore.
- titolo o attestato di formazione professionale seguito da quattro anni consecutivi di inserimento presso un´impresa del settore.
- tre anni svolti come operaio specializzato presso un´impresa del settore nel medesimo ramo d´attività, escluso il periodo di apprendistato ed il periodo svolto come operaio qualificato.
- periodo di collaborazione di sei anni in qualità di titolare, socio, collaboratore familiare, nell’ambito di imprese abilitate del settore.
Presso le Camere di Commercio territorialmente competenti, è possibile richiedere un parere scritto in base alle proprie esperienze. Sarà necessario mandare una mail o PEC alla direzione artigiana con annesso il modulo richiesto. Maggiori info sul sito della camera di commercio.
Quante tasse paga l’elettricista con la partita iva?
Come sì può quantificare quante tasse deve pagare un elettricista con la partita iva? Per capirlo bisogna capire la tipologia di inquadramento e dividere le tasse dai contributi fissi.
Tasse fisse per l’elettricista
L’elettricista provvisto di partita iva deve pagare delle tasse fisse annuali indipendentemente dai redditi e sono le seguenti:
- Contributi INPS: la componente fissa di contributi da pagare è di 3.900 euro all’anno da versare in quattro rate trimestrali (maggio, agosto, novembre e febbraio). Di può avere una riduzione del 35% nel caso di applicazione del Regime Forfetario e del 50% in caso dei pensionati. Questa componente non viene pagata se si ha un contratto di lavoro superiore alle 24 ore settimanali.
- Contributi INAIL: l’elettricista è una professione ad alto rischio e per questo pagano un premio INAIL di circa 1000 euro all’anno. Come per l’INPS, è pagabile in quattro rate, con medesime scadenze.
- Tassa della CCIAA da pagare entro il 16 giugno di ogni anno pari ad euro 53,00 circa
- Tassa rifiuti e deposito delle macerie: questa tassa e territoriale e bisogna informarsi presso le amministrazioni locali
L’elettricista a partita iva nel regime forfettario
Se sei un elettricista a inizio carriera, o semplicemente vuoi pagare meno tasse, quello che devi fare è aderire al c.d. Regime Forfettario (o forfetario).
Il regime forfettario da la possibilità di pagare per i primi cinque anni il 5% di tasse su un coefficiente di reddito fisso basato sull’86% dei ricavi. Se invece hai già una partita iva e vuoi passare al forfettario, pagherai il 15% di tasse.
Il coefficiente di reddito sostituisce la base imponibile classica formata da RICAVI – COSTI. Questo significa che non potrai scaricare nulla ma le tasse verranno calcolate sul 86% dei ricavi meno i contributi previdenziali versati durante l’ anno.
ESEMPIO: se hai ricavi per 10.000 euro, le tasse del 5% (o 15%, a seconda) verranno calcolate su 8.600 euro meno i contributi versati ( circa 2.600 in un anno), quindi su 6000 euro.
Inoltre nel regime forfettario non viene applicata l’IVA, pertanto non va versata ogni tre mesi. Ne determina anche minori adempimenti quindi un minor costo del commercialista.
Al di fuori del regime forfettario le tasse si applicano sul reddito con uno scaglione minimo IRPEF del 23% a salire. Inoltre non si hanno sconti sui contributi.
Le tasse si pagano nella dichiarazione dei redditi annuale a partire dal 16 giugno di ogni anno. Si possono dividere fino in sei rate mensili. Insieme alle tasse sono dovuti gli acconti da versare entro il 16 giugno per il 40% dell’importo – divisibile sempre in sei rate – e il secondo acconto corrispondente al 60% da versare entro il 30 novembre. Gli acconti vengono poi dedotti l’anno successivo dalle tasse.
Contributi in eccedenza l’elettricista
Se l’elettricista supera la soglia di franchigia di 15.710 euro di reddito imponibile, dovranno pagare il 21% di contributi in più. Questo significa che nel caso si superi di 1.000 euro la soglia (16.710 euro di reddito), si dovranno pagare 210 euro di maxi premio. Questa parte si paga nella dichiarazione dei redditi.
Chi si avvale del regime forfettario calcolerà il reddito in base al coefficiente di reddito ed avrà anche qui uno sconto del 35%. Riprendendo l’esempio di prima su 1.000 euro.
Simulazione imposte e contributi per l’elettricista con partita iva
Nella seguente tabella una simulazione delle imposte e dei contributi da versare anno per anno, simulando una leggera crescita di fatturato.
| ANNO 1 | ANNO 2 | |
| RICAVI | 15.000,00 € | 18.000,00 € |
| CONTRIBUTI | 2.600,00 € | 2.600,00 € |
| BASE IMPONIBILE | 10.300,00 € | 12.880,00 € |
| TASSE AL 5% | 515,00 € | 644,00 € |
| CONTRIBUTI EXTRA | – € | – € |
| SALDO TASSE | 515,00 € | 129,00 € |
| I ACCONTO | 206,00 € | 257,60 € |
| II ACCONTO | 309,00 € | 386,40 € |
| TOTALE VERSARE | 1.030,00 € | 773,00 € |
Business Plan partita iva come elettricista
Aprire la partita iva come elettricista non richiede grossi investimenti, se non quelli di iscrizione e quelli di gestione. Vi sono tuttavia una serie di costi da mettere in conto che cercherò di elencare nella tabella seguente:
| SPESE | ELETTRICISTA |
| SPESE DI ISCRIZIONE P.IVA | – € |
| SPESE APERTURA PEC | 25,00 € |
| SPESE ISCRIZIONE CCIAA | 200,00 € |
| SPESE ISCRIZIONE INPS E INAIL | 100,00 € |
| SITO INTERNET | 500,00 € |
| AFFILIAZIONI | 500,00 € |
| AFFITTO MAGAZZINO/ANNO | 6.000,00 € |
| ACQUISTO CANCELLERIA | 500,00 € |
| ACQUISTO PC | 700,00 € |
| ACQUSITO ALTRE APPARECCHIATURE | 1.000,00 € |
| TOTALE SPESA | 9.525,00 € |
Finanziamenti agevolati per apertura della partita iva
Per iniziare una nuova attività, spesso e volentieri è comodo avere dei fondi per fare fronte alle spese e gli investimenti iniziali. Lo stato mette a disposizione delle garanzie pubbliche a copertura degli investimenti e del capitale circolante per le startup.
in particolare, vengono gestiti da Invitalia e dal Microcredito. Le domande possono essere presentate attraverso la procedura telematica. Bisogna essere muniti di SPID e della CNS. Le domande vanno accompagnate da un vero e proprio Business Plan, ove devono essere indicati gli investimenti e i previsionali (budget) di tre anni.
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