Sei uno studente e vuoi arrotondare qualcosa per pagarti l’affitto o semplicemente stai cercando un lavoro che di dia la possibilità di non stare sempre nello stesso posto? La soluzione giusta è fare il rider o il fattorino.
Infatti oggi sono innumerevoli le aziende che cercano manovalanza. Anche a causa della pandemia aziende come Amazon, Glovo, Delivero e molte altre, hanno visto un picco.
Anche se possono sembrare molto simili, l’attività del rider e quelle del fattorino sono molteplici a partire dalla tipologia di licenza per iniziare l’attività. Vediamo quali sono:
La differenza è sottile, ma sostanziale. Il rider riceve un diretto mandato da parte del committente per il ritiro di un bene. Infatti, quando noi ordiniamo una pizza da asporto tramite un app, siamo noi che paghiamo direttamente il rider; la piattaforma trattiene solo una commissione.
Mentre il fattorino è colui che lavora per un azienda specifica ed effettua le consegne per essa. Quando ordiniamo qualcosa online non abbiamo la possibilità di scegliere di non farcelo consegnare a casa, in quanto è incluso nel servizio di acquisto online.
Questa sostanziale differenza determina un abisso tra le due attività. Infatti il rider è un attività completamente libera e non è attualmente regolamentata da nessuna normativa o licenza particolare: è sufficiente avere un contratto con un azienda convenzionata alla consegne a domicilio.
Il fattorino invece è un attività soggetta a Licenza Ministeriale direttamente al MI.SE., pagando un bollettino di euro 640,00 e compilando dei moduli. Questa licenza è valida per le consegne di pacchi fino a 20 kg e posta affrancata fino a 2 kg. Maggiori INFO sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.
| RIDER | FATTORINO |
| Nessuna licenza, è sufficiente avere un contratto con un’azienda che svolge attività di servizi a domicilio. Se si svolge in maniera ABITUALE e CONTINUATIVA va aperta la partita iva. | Deve essere come prima cosa richiesta la licenza per il servizio Postale Universale al Ministero dello Sviluppo Economico, pagando un bollettino di 640,00 € una tantum. Una volta ottenuta la licenza va effettuata l’iscrizione alla CCIAA, INPS e INAIL |
La prestazione occasionale, come dice la parola stessa deve avvenire una tantum, ossia in modo non ABITUALE e non CONTINUATIVO. Dal momento che un rider o un fattorino, svolgano l’attività a livello giornaliero va aperta una posizione fiscale delineata: o l’assunzione da parte dell’azienda o l’apertura della partita iva se si intende lavorare in maniera autonoma.
Non è sufficiente pertanto rispettare il requisito economico di prestazione inferiore ai 5000 euro netti all’anno per mantenere la prestazione occasionale.
Il primo passaggio è l’apertura della partita iva, la quale viene effettuata tramite il modello AA9/12 per le persone fisiche, o il modello AA7/11 per le società e altre personalità giuridiche.
Il modello va compilato in tutte le sue parti e inviato a mezzo procedura telematica messa a disposizione sulla piattaforma Entratel. In alternativa il modulo può essere portato fisicamente in Agenzia delle Entrate. Entro poche ore si avrà a disposizione il numero di partita IVA. – SCOPRI I NOSTRI SERVIZI DI APERTURA P.IVA –
Avere il codice ATECO giusto è fondamentale. La scelta va fatta in fase di apertura della partita iva. Il codice ATECO condiziona molto la partita iva, in quanto ne determina la tassazione nel caso dei forfettari, i valori ISA nel caso dei regimi ordinari e l’ applicazione di eventuali sgravi o contributi.
Il rider e il fattorino hanno due codici ATECO ben distinti:
Il rider, una volta aperta la partita iva e scelto il codice ATECO, ha come ultimo passaggio l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Per effettuarla in autonomia bisogna necessariamente collegarsi al sito dell’INPS ed autenticarsi tramite SPID.
Una volta dentro il sito digitare nella barra di ricerca “iscrizione gestione separata”. Da qui in poi verrete rimandati in una pagina dove potersi registrare. La procedura chiederà a quale cassa iscriversi, ossia come “lavoratori parasubordinati” e il codice ATECO.
La Gestione Separata si paga una volta all’anno calcolando il 25,72% di contributi sul proprio reddito. Gli importi si pagano a mezzo F24, divisibili fino in 6 rate.
Se per il rider, la procedura si limita all’apertura della partita iva e l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, non è così per il fattorino. Infatti lo stesso deve ancora seguire una serie di step. Vediamo quali:
| RIDER | FATTORINO | |
| CODICE ATECO | 82.99.99 | 53.20.00 |
| APERTURA P.IVA | MODELLO AA9 | MODELLO AA9 |
| ISCRIZIONE INPS | GESTIONE SEPARATA – PAGAMENTO % SUI RICAVI | ARTIGIANI E COMMERCIANTI – – 2.400 EURO FISSI ANNUI + % SE SI SUPERANO I 15.710 DI REDDITO |
| PEC | NON NECESSARIA | NECESSARIA |
| LICENZA | NON NECESSARIA | NECESSARIA – LICENZA INDIVIDUALE MISE |
| ISCRIZIONE CCIAA | NON NECESSARIA | NECESSARIA |
| ISCRIZIONE INAIL | NON NECESSARIA | NECESSARIA – PREMIO NETTO DI 200 €/ANNO CIRCA |
| REGIME FORFETTARIO | APPLICABILE | APPLICABILE |
Senza dubbi, il regime forfettario a livello di semplificazione e di tasse è il migliore. Tuttavia ha un limite di fatturato di 65.000 euro all’anno, da rapportarsi ai mesi di lavoro – questo significa che se apri la partita iva il 1 luglio, il fatturato limite sarà di 32.500 euro su sei mesi di attività -.
Sia il rider che il fattorino possono aderire al regime fiscale e pagare meno tasse in fase di apertura. Il regime forfettario da la possibilità di avere uno sconto considerevole sulle tasse e sui contributi previdenziali:
| PRO | CONTRO |
| TASSE PIÙ BASSE | LIMITE DEL FATTURATO |
| CONTRIBUTI PIÙ BASSI | NO PIÙ DI UN DIPENDENTE MASSIMO |
| FACILITÀ DI GESTIONE | NON DEDUZIONE DEI COSTI |
Sicuramente c’è anche da dire che sia un rider che un fattorino, non hanno grossi costi i quali possono dedursi dalle tasse (come ad esempio un commerciante). Per questo motivo il regime forfettario è sicuramente le soluzione più corretta per iniziare.
Le tasse si calcolano su un coefficiente di reddito che sostituisce la base imponibile classica formata da RICAVI – COSTI. Questo significa che non potrai scaricare nulla ma le tasse verranno calcolate su una percentuale % dei ricavi meno i contributi previdenziali versati durante l’ anno.
ESEMPIO: se hai ottenuto ricavi per 20.000 euro, le tasse del 5% (o 15%, a seconda) verranno calcolate su 8.000 euro meno i contributi versati ( circa 2.600 in un anno), quindi su 5.400 euro.
Inoltre nel regime forfettario non viene applicata l’IVA, pertanto non va versata ogni tre mesi. Ne determina anche minori adempimenti quindi un minor costo del commercialista.
Al di fuori del regime forfettario le tasse si applicano sul reddito con uno scaglione minimo IRPEF del 23% a salire. Inoltre non si hanno sconti sui contributi.
Le tasse si pagano nella dichiarazione dei redditi annuale a partire dal 16 giugno di ogni anno. Si possono dividere fino in sei rate mensili. Insieme alle tasse sono dovuti gli acconti da versare entro il 16 giugno per il 40% dell’importo – divisibile sempre in sei rate – e il secondo acconto corrispondente al 60% da versare entro il 30 novembre. Gli acconti vengono poi dedotti l’anno successivo dalle tasse. – MAGGIORI INFO SUL REGIME FORFETTARIO –
| ANNO 1 | ANNO 2 | |
| RICAVI | 15.000,00 € | 25.000,00 € |
| CONTRIBUTI | – € | 2.584,86 € |
| BASE IMPONIBILE | 10.050,00 € | 7.415,14 € |
| TASSE AL 5% | 502,50 € | 370,76 € |
| CONTRIBUTI EXTRA | 2.584,86 € | 1.907,17 € |
| SALDO TASSE | 3.087,36 € | – 809,43 € |
| I ACCONTO | 1.234,94 € | 455,59 € |
| II ACCONTO | 1.852,42 € | 1.366,76 € |
| TOTALE VERSARE | 6.174,72 € | 1.012,92 € |
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