Sei un piccolo imprenditore o artigiano e vuoi iniziare a vendere i tuoi prodotti senza avere molte spese da affrontare inizialmente? Quello che devi fare allora, è dedicarti alla vendita di prodotti come ambulante presso mercati, mercatini e fiere.
Esistono due tipologie di venditori ambulanti e le stesse sono contraddistinte da due tipologie di licenza:
Per poter esercitare la propria attività, secondo la legge 3 agosto 2009, n. 102, l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche – su posteggio o in forma itinerante – potrà, in ogni caso, essere rilasciata solo previa presentazione da parte del richiedente del documento unico di regolarità contributiva (DURC), di cui all’articolo 1, comma 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Questo vuol dire che al 31/12 di ogni anno, bisogna dimostrare di essere in regola con il pagamento dei contributi previdenziali personali, nonché di dipendenti e soci lavoratori. In difetto il DURC non risulterebbe regolare e non permetterebbe all’ambulante di presentare la pratica di rinnovo della propria licenza.
Per aprire un negozio ambulante vanno rispettati una serie di passaggi burocratici, che vanno dall’apertura della partita iva alla dichiarazione di inizio attività in CCIAA. – SCOPRI I NOSTRI SERVIZI DI APERTURA P.IVA E IMPRESE –.
Il primo passaggio è l’apertura della partita iva, la quale viene effettuata tramite il modello AA9/12 per le persone fisiche, o il modello AA7/11 per le società e altre personalità giuridiche.
Il modello va compilato in tutte le sue parti e inviato a mezzo procedura telematica messa a disposizione sulla piattaforma Entratel. In alternativa il modulo può essere portato fisicamente in Agenzia delle Entrate. Entro poche ore si avrà a disposizione il numero di partita IVA.
Avere il codice ATECO giusto è fondamentale. La scelta va fatta in fase di apertura della partita iva. Il codice ATECO condiziona molto la partita iva, in quanto ne determina la tassazione nel caso dei forfettari, i valori ISA nel caso dei regimi ordinari e l’ applicazione di eventuali sgravi o contributi.
Vi sono diversi codici utilizzabili come venditore ambulante, è fanno tutti parte della sottocategoria “commercio al dettaglio ambulante”. a seguito della selezione: commercio al dettaglio ambulante
Un volta selezionato quello più adatto, lo stesso va riportato nel modello di apertura della p.iva, nella SCIA e in camera di commercio.
Dal 2013 tutte le imprese individuali e società, sono obbligate ad avere un indirizzo PEC attivo, da comunicare in fase di iscrizione al Registro delle Imprese. La PEC è iscrivibile tramite numerosi servizi online come ad esempio ARUBA PEC o InfoCert. Il costo varia dai 6 ai 30 Euro.
La risposta è assolutamente SÌ. Secondo la normativa vigente va comunicata l’ apertura all’ amministrazione locale competente, nonché alle altre autorità amministrative – es. l’ ASL nel caso di vendita di alimenti – .
La SCIA si presenta tramite la piattaforma “IMPRESA IN UN GIORNO“. È possibile accedere ad essa attraverso lo SPID o la CNS. I file vanno poi firmati digitalmente ed inviati. In genere il comune applica delle tariffe che vanno dai 20 ai 100 Euro pagabili con bollettino, bonifico o “pago PA”.
Una volta inviata la SCIA, bisognerà attendere fino a 60 giorni il rilascio dell’apposita LICENZA da parte dell’amm.ne competente. Ogni Regione stabilisce le regole e le modalità di rilascio. Non sono soggetti a rilascio di licenza, le attività di vendita di prodotti agricoli da parte dei Coltivatori Diretti e per i venditori dei venditori porta a porta. Per essi è infatti necessaria solamente la SCIA.
Ottenuta la licenza, è possibile fare l’iscrizione presso il Registro Imprese, nella sezione Commercianti. L’iscrizione si può fare solamente online tramite la piattaforma di ComUnica o Fedra Plus.
Il costo di iscrizione per un commerciante ambulante, svolto sotto la forma di impresa individuale, costa circa 35 Euro, oltre 2 Euro di tariffa. Una volta spedita la pratica, nel giro di 5 giorni arriva la visura camerale.
Contestualmente all’iscrizione in CCIAA, va fatta l’iscrizione all’INPS se il titolare svolge come attività primaria quello delle vendita ambulante. Se ad esempio viene svolta parallelamente ad un lavoro dipendente o una partecipazione in una società in qualità di socio d’opera con un orario di oltre 24 ore settimanali, l’iscrizione non è necessaria.
Nel caso di eventuali collaboratori familiari o coadiuvanti, vanno iscritti anch’essi. L’INAIL è invece necessaria solo nel caso della presenza di collaboratori attivi anche familiari.
Il commerciante ambulante, come qualsiasi altro negozio fisico, può adottare diversi regimi fiscali, a seconda della convenienza fiscale/ economica e dalle dimensioni. Ti mostro alcuni regimi fiscali adattabili alla tua attività di ambulante.
Senza dubbi, il regime forfettario a livello di semplificazione e di tasse è il migliore. Tuttavia ha un limite di fatturato di 65.000 euro all’anno, da rapportarsi ai mesi di lavoro – questo significa che se apri la partita iva il 1 luglio, il fatturato limite sarà di 32.500 euro su sei mesi di attività -.
il regime forfettario da la possibilità di avere uno sconto considerevole sulle tasse e sui contributi previdenziali:
| PRO | CONTRO |
| TASSE PIÙ BASSE | LIMITE DEL FATTURATO |
| CONTRIBUTI PIÙ BASSI | NO PIÙ DI UN DIPENDENTE MASSIMO |
| FACILITÀ DI GESTIONE | NON DEDUZIONE DEI COSTI |
Le tasse si calcolano su un coefficiente di reddito che sostituisce la base imponibile classica formata da RICAVI – COSTI. Questo significa che non potrai scaricare nulla ma le tasse verranno calcolate sul 40% dei ricavi meno i contributi previdenziali versati durante l’ anno.
ESEMPIO: se hai ottenuto ricavi per 20.000 euro, le tasse del 5% (o 15%, a seconda) verranno calcolate su 8.000 euro meno i contributi versati ( circa 2.600 in un anno), quindi su 5.400 euro.
Inoltre nel regime forfettario non viene applicata l’IVA, pertanto non va versata ogni tre mesi. Ne determina anche minori adempimenti quindi un minor costo del commercialista.
Al di fuori del regime forfettario le tasse si applicano sul reddito con uno scaglione minimo IRPEF del 23% a salire. Inoltre non si hanno sconti sui contributi.
Le tasse si pagano nella dichiarazione dei redditi annuale a partire dal 16 giugno di ogni anno. Si possono dividere fino in sei rate mensili. Insieme alle tasse sono dovuti gli acconti da versare entro il 16 giugno per il 40% dell’importo – divisibile sempre in sei rate – e il secondo acconto corrispondente al 60% da versare entro il 30 novembre. Gli acconti vengono poi dedotti l’anno successivo dalle tasse. – MAGGIORI INFO SUL REGIME FORFETTARIO –
Nel caso si supera la soglia di franchigia di 15.710 euro di reddito imponibile, dovrà pagare il 21% di contributi in più. Questo significa che nel caso si superi di 1.000 euro la soglia (16.710 euro di reddito), si dovranno pagare 210 euro di maxi premio. Questa parte si paga nella dichiarazione dei redditi.
Chi si avvale del regime forfettario calcolerà il reddito in base al coefficiente di reddito ed avrà anche qui uno sconto del 35%.
| ANNO 1 | ANNO 2 | |
| RICAVI | 35.000,00 € | 40.000,00 € |
| CONTRIBUTI | 2.600,00 € | 2.600,00 € |
| BASE IMPONIBILE | 11.400,00 € | 13.400,00 € |
| TASSE AL 5% | 570,00 € | 670,00 € |
| CONTRIBUTI EXTRA | – € | – € |
| SALDO TASSE | 570,00 € | 100,00 € |
| I ACCONTO | 228,00 € | 268,00 € |
| II ACCONTO | 342,00 € | 402,00 € |
| TOTALE VERSARE | 1.140,00 € | 770,00 € |
Nella tabella sottostante abbiamo preso due esempi di apertura come negozio: uno normale e uno ambulante. Vediamo la differenza dei costi tra uno e l’altro. Come si evince dalla tabella, avere un banco ambulante è molto meno dispendioso rispetto avere un negozio fisico. SCOPRI I NOSTRI SERVIZI PER LA REALIZZAZIONE DI BUSINESS PLAN APPROFONDITI
| SPESE | AMBULANTE | NEGOZIO FISICO |
| SPESE DI ISCRIZIONE P.IVA | – € | – € |
| SPESE APERTURA PEC | 25,00 € | 25,00 € |
| SCIA | 100,00 € | 100,00 € |
| SPESE ISCRIZIONE CCIAA | 200,00 € | 200,00 € |
| SPESE ISCRIZIONE INPS E INAIL | 100,00 € | 100,00 € |
| ACQUSITO FURGONE | 5.000,00 € | – € |
| ACQUISTO TENDAGGI | 2.000,00 € | – € |
| AFFITTO ANNUO | 1.000,00 € | 12.000,00 € |
| SITO INTERNET | 1.000,00 € | 1.000,00 € |
| TOTALE SPESA | 9.425,00 € | 13.425,00 € |
Se non ha le risorse necessarie per aprire il tuo negozio ambulante, o non ti bastano i soldi, puoi avvalerti dei finanziamenti agevolati messi a disposizione dal Fondo di Garanzia del Medio Credito oppure altre misure come INVITALIA o il Microcredito. Tutte queste misure sono GARANZIE “prestate” dallo stato in favore di chi vuole diventare un imprenditore. Le garanzie devono essere accolte da una banca e trasformate in finanziamento. NECESSITI DI UN FINANZIAMNETO, CLICCA QUI
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