Sei un imbianchino e hai deciso di metterti in proprio? Abbiamo la soluzione per te. In questo periodo la manodopera nei cantieri è molto richiesta, vista la presenta di numerosi bonus messi a disposizione da parte dello Stato.
La maggiore domanda di prestazione d’opera, richiede maggiore manovalanza nei cantieri. Se sei un imbianchino o un manovale e vuoi mantenere la tua autonomia imprenditoriale, aprire la partita iva va al caso tuo.
Aprire la partita iva come imbianchino richiede alcuni passaggi fondamentali che cercherò di spiegarti in questo breve articolo.
Il primo passaggio da fare è l’iscrizione della partita iva. È possibile farlo attraverso la procedura telematica messa a disposizione dall’agenzia delle entrate. Il modello da compilare si chiama AA9/12.
Una volta compilato,va spedito tramite Entratel, oppure portato di persona all’ ufficio IVA di competenza. Il numero di partita iva viene rilasciato entro poche ore, tramite la procedura telematica o subito se lasciato di persona.
L’iscrizione della partita iva come imbianchino, è gratuita.
Il secondo passaggio fondamentale è quello dell’iscrizione della PEC, ormai divenuta obbligatoria per tutte le imprese individuali e società. La PEC è iscrivibile tramite numerosi servizi presenti sul mercato come ARUBA PEC o LEGALMAIL. La PEC sarà disponibile nel giro di poche ore è sarà registrata in un registro nazionale contenuto su INI-PEC.
il costi di iscrizione di una PEC si aggira tra i 6,00 euro e i 25,00 euro, a seconda della tipologia e lo spazio in Gigabyte offerti.
Prima di iniziare la pratica di iscrizione a tutti gli effetti è necessario scegliere il codice ATECO più adatto. Il codice ATECO corrisponde alla tipologia di attività svolta e varia per ogni sotto categoria di attività. Il codice ATECO più adatto per l’imbianchino è il 43.34.00 (tinteggiatura e posa in opera).
L’imbianchino, è un attività artigiana ed è propedeutico iscriversi presso il Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. L’ iscrizione deve essere effettuata telematicamente mediante starweb.
Per effettuarla in autonomia è necessario avere un dispositivo di firma digitale: la c.d. CNS. In alternativa si può incaricare un professionista abilitato per svolgere la pratica.
Il costo di iscrizione è di euro 35,50 (diritti e bolli) più 2,00 euro di commissione per la fatica trattenuti da starweb. Il pagamento è effettuabile tramite carta di credito o I-conto
Nel giro di pochi giorni sarà disponibile il risultato di iscrizione, il quale arriverà tramite PEC e la Visura Camerale.
Una volta iscritti alla Camera di Commercio, è necessario iscriversi alla cassa previdenziale INPS e all’assicurazione professionale INAIL.
L’iscrizione all’INPS può essere effettuata contestuale a quella in Camera di Commercio attraverso l’apposito flag.
L’iscrizione all’INAIL è effettivamente mediante l’apposito applicativo web sul sito,nella sezione “denunce”, oppure mediante il software offline messo a disposizione dalla CCIAA e allegato alla pratica di inizio attività in starweb o Fedra Plus.
Come sì può quantificare quante tasse deve pagare un imbianchino con la partita iva? Per capirlo bisogna capire la tipologia di inquadramento e dividere le tasse dai contributi fissi.
L’imbianchino provvisto di partita iva deve pagare delle tasse fisse annuali indipendentemente dai redditi e sono le seguenti:
Se sei un imbianchino a inizio carriera, o semplicemente vuoi pagare meno tasse, quello che devi fare è aderire al c.d. Regime Forfettario (o forfetario).
Il regime forfettario da la possibilità di pagare per i primi cinque anni il 5% di tasse su un coefficiente di reddito fisso basato sull’86% dei ricavi. Se invece hai già una partita iva e vuoi passare al forfettario, pagherai il 15% di tasse.
Il coefficiente di reddito sostituisce la base imponibile classica formata da RICAVI – COSTI. Questo significa che non potrai scaricare nulla ma le tasse verranno calcolate sul 86% dei ricavi meno i contributi previdenziali versati durante l’ anno.
ESEMPIO: se hai ricavi per 10.000 euro, le tasse del 5% (o 15%, a seconda) verranno calcolate su 8.600 euro meno i contributi versati ( circa 2.600 in un anno), quindi su 6000 euro.
Inoltre nel regime forfettario non viene applicata l’IVA, pertanto non va versata ogni tre mesi. Ne determina anche minori adempimenti quindi un minor costo del commercialista.
Al di fuori del regime forfettario le tasse si applicano sul reddito con uno scaglione minimo IRPEF del 23% a salire. Inoltre non si hanno sconti sui contributi.
Le tasse si pagano nella dichiarazione dei redditi annuale a partire dal 16 giugno di ogni anno. Si possono dividere fino in sei rate mensili. Insieme alle tasse sono dovuti gli acconti da versare entro il 16 giugno per il 40% dell’importo – divisibile sempre in sei rate – e il secondo acconto corrispondente al 60% da versare entro il 30 novembre. Gli acconti vengono poi dedotti l’anno successivo dalle tasse.
Se l’imbianchino supera la soglia di franchigia di 15.710 euro di reddito imponibile, dovrà pagare il 21% di contributi in più. Questo significa che nel caso si superi di 1.000 euro la soglia (16.710 euro di reddito), si dovranno pagare 210 euro di maxi premio. Questa parte si paga nella dichiarazione dei redditi.
Chi si avvale del regime forfettario calcolerà il reddito in base al coefficiente di reddito ed avrà anche qui uno sconto del 35%. Riprendendo l’esempio di prima su 1.000 euro.
Nella seguente tabella una simulazione delle imposte e dei contributi da versare anno per anno, simulando una leggera crescita di fatturato.
| ANNO 1 | ANNO 2 | ANNO 3 | |
| RICAVI | 12.000,00 € | 18.000,00 € | 24.000,00 € |
| CONTRIBUTI | 2.600,00 € | 2.600,00 € | 2.600,00 € |
| BASE IMPONIBILE | 7.720,00 € | 12.880,00 € | 18.040,00 € |
| TASSE AL 5% | 386,00 € | 644,00 € | 902,00 € |
| CONTRIBUTI EXTRA | – € | – € | 362,44 € |
| SALDO TASSE | 386,00 € | 258,00 € | 620,44 € |
| I ACCONTO | 154,40 € | 257,60 € | 505,78 € |
| II ACCONTO | 231,60 € | 386,40 € | 758,67 € |
| TOTALE VERSARE | 772,00 € | 902,00 € | 1.884,89 € |
Aprire la partita iva come imbianchino non richiede grossi investimenti, se non quelli di iscrizione e quelli di gestione. Vi sono tuttavia una serie di costi da mettere in conto che cercherò di elencare nella tabella seguente:
| SPESE | VALORI |
| SPESE DI ISCRIZIONE P.IVA | – € |
| SPESE APERTURA PEC | 25,00 € |
| SPESE ISCRIZIONE CCIAA | 200,00 € |
| SPESE ISCRIZIONE INPS E INAIL | 100,00 € |
| SPESE ADEGUAMENTO MUD | 100,00 € |
| SPESE COMMERCIALISTA ANNUALI | 600,00 € |
| ACQUISTO MEZZO TRASPORTO | 10.000,00 € |
| ACQUISTO ATTREZZTURE | 2.000,00 € |
| ACQUISTO MACCHINE DA LAVORO | 3.000,00 € |
| TOTALE DEL BUDGET | 16.025,00 € |
Per iniziare una nuova attività, spesso e volentieri è comodo avere dei fondi per fare fronte alle spese e gli investimenti iniziali. Lo stato mette a disposizione delle garanzie pubbliche a copertura degli investimenti e del capitale circolante per le startup.
in particolare, vengono gestiti da Invitalia e dal Microcredito. Le domande possono essere presentate attraverso la procedura telematica. Bisogna essere muniti di SPID e della CNS.
Le domande vanno accompagnate da un vero e proprio Business Plan, ove devono essere indicati gli investimenti e i previsionali (budget) di tre anni.
Le domande possono richiedere fino a 60 gg per la valutazione e il credito concesso può arrivare fino a 75.000 euro.
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